mercoledì 9 marzo 2016

XXV CONGRESSO PROVINCIALE ACLI VITERBO




NIENTE PAURA:LAVORO E SOLIDARIETA' PER IL CAMBIAMENTO


A seguire della mia introduzione, l'appassionata e competente relazione del Presidente Uscente Renzo Salvatori, che ringrazio per per la sua disponibilità e pazienza della quale tutti abbiamo beneficiato nel corso di questi anni della sua Presidenza.

La celebrazione della messa, officiata nella Cappella dell'Istituto Geriatrico Giovanni XXIII da Monsignor Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo, ha dato corso ai lavori del XXV Congresso Provinciale delle ACLI
Presenti ai lavori la Dott.ssa Paola Vacchina della Direzione Nazionale, Alessandra Bonifazi, Presidente Regionale, Paolo Moricoli, in rappresentanza del Sindaco.

E' questa, a detta del Presidente uscente, l'occasione per verificare l'attualita' della nostra Associazione e delle sue tre fondamentali fedeltà: 
al lavoro, alla democrazia alla Chiesa, aggiungendo, secondo  il nostro Papa Francesco, fedeltà ai poveri.
Devo dire, altresì, che il sistema Acli, è rimasto fedele ai principi enunciati, mantenendo, nel tempo, il percorso che le è proprio: concretizzare e dare valore al rapporto con le istituzioni, evidenziare la ricchezza sociale verso l'accoglienza, condividere le grandi difficoltà dei giovani che si muovono all'interno del mondo del lavoro, perchè la mancanza di esso non porti a farli sentire privi della della dignità e della speranza,  e, come asserito da Papa Francesco, dire NO  alla "cultura dello scarto", che mette da parte giovani ed anziani.
Fa parte della cultura delle ACLI proporsi come un'Associazione che favorisca crescita ed aggregazione dei diversi soggetti sociali e delle famiglie attraverso la formazione, la promozione di servizi per "mettere in rete" famiglie ed associazioni, votate a condividere: spazi, risorse, competenze umane e professionali, per creare, in definitiva, legami di reciproco sostegno e di esperienze di comunità.
Condividere spazi, risorse e competenze non solo per la famiglia, ma, soprattutto con la famiglia, al fine di valorizzare il ruolo che le è proprio: essere protagonista della Società e far si che Accoglienza, Ascolto, Promozione ne siano i pilastri su cui poggia, tanto che, attraverso strategie di galleggiamento contro la crisi, diviene anche a favore dei giovani uno dei più significativi Ammortizzatori Sociali, in suffragio dei giovani medesimi, perchè non perdano la speranza nel lavoro e non li faccia sentire soli nella conquista della dignità di ciascuno, in attesa di debellare l'attuale disoccupazione.
E questa disoccupazione, come ha più volte asserito  Papa Francesco, è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perchè ha posto al centro un "idolo" che si chiama denaro. Ne consegue, dunque che chi è disoccupato o sotto occupato rischia di essere posto ai margini della società producendo sempre nuove vittime dell'esclusione sociale.
Ecco dunque la necessità di essere tutti attivi e proattivi perchè creatività e solidarietà  siano l' inizio di un cambiamento affinchè tutti possano guardare al futuro con fiducia e speranza.
Termino con l'augurio che il lavoro divenga una realtà sociale raggiungibile sia per le famiglie che per i singoli. 
IL LAVORO E' LA LINFA PERCHE' CIASCHUNO POSSA VIVERE UN VITA DIGNITOSA NELLA LIBERTA' E PER LA PROPRIA FELICITA e, per citare un pensiero di Giorgio La Pira, ciascuno possa disporre di:
  • Una Famiglia con una casa dove abitare
  • Una Fabbrica dove lavorare
  • Una scuola dove crescere i figli
  • Un Ospedale dove curarsi
  • Una chiesa dove pregare il proprio Dio
Viviamo un momento difficile: sta a noi trovare la strada per superarlo

Relazione del Presidente Renzo Salvatori



 Cari Amici,
rivolgo anzitutto un ringraziamento al nostro Vescovo Mons. Lino Fumagalli che ha avviato i lavori congressuali celebrando con noi la S. Messa.
Meglio non avremmo potuto iniziare, avendo presente che siamo nella quarta domenica di Quaresima, periodo di penitenza, riflessione e preghiera nell’anno Giubilare della Misericordia.
E’ proprio per essere coerenti col tema del Giubileo che abbiamo scelto di svolgere il Congresso in questo luogo, dove persone anziane, a volte sole o malate stanno trascorrendo il periodo finale della loro vita. Gli anziani, specie se soli o malati sono tra i soggetti cui le ACLI rivolgono particolare attenzione. E il momento della S. Messa vissuta insieme a loro, nella loro Cappellina, è stato per noi molto significativo.
Grazie all’Amministrazione del Giovanni XXIII che ci ha offerto questa opportunità.
Ringrazio parimenti le Autorità presenti, gli Altri Ospiti,  Paola Vacchina della direzione nazionale e Alessandra Bonifazi e Nicola Tavoletta della presidenza regionale; Voi Delegati eletti dalle diverse realtà Associative, i Dirigenti, i presidenti di circolo, e gli amici che sono qui convenuti.

Nel loro 70° Anniversario dalla fondazione le Acli, celebrano le “nozze d’argento” con il loro XXV Congresso  Provinciale e Nazionale.

Gli Aclisti si riuniscono in congresso per camminare insieme, in ascolto della società, per riflettere e decidere di questioni importanti che riguardano la nostra vita associativa con lo sguardo rivolto al bene comune. E’ un’occasione per ascoltare e confrontarci su quanto ci sta più a cuore, il futuro del nostro Paese e dei nostri concittadini, per rileggere la nostra storia alla luce della storia degli altri e del mondo in cui viviamo, per condividere un pensiero e le opportune azioni da intraprendere, per scegliere delle persone che si assumeranno un compito.
Una domanda viene subito in evidenza: dopo 70 anni, ha ancora motivo d’essere una Associazione come la nostra?

Associazione di Promozione Sociale che nel congresso del 1950 radunò i lavoratori per collocarli tra fede e politica, in una posizione che sembrò allora di contraddizione.
Eppure le Acli, sono ancora qui. Con la loro organizzazione, i gruppi, i circoli, i punti famiglia, i Servizi… in una Società dove tutto è diventato più difficile, dove spesso prevale l’egoismo, dove le risorse sono più scarse e il compito è più arduo: SI DEVE LAVORARE “DI PIU’”  CON  “DI MENO”.
Le Acli sono ancora qui perché oggi c’è ancora bisogno
·       di assistere i quasi 4 milioni di utenti dei nostri servizi che cercano e meritano attenzione ed ascolto;
·       di avviare gli studenti al lavoro attraverso la formazione professionale;
·       di aiutare i cittadini italiani e stranieri che hanno ottenuto gli strumenti per vivere una vita dignitosa in Italia;
·       dei circa 800.000 soci che nei tanti luoghi dell’associazione hanno trovato delle persone di fiducia ed amici.
Le Acli sono ancora qui perché  si prendono in carico i bisogni sociali, in questo tempo  in cui le parrocchie, i partiti, i sindacati, i corpi intermedi, vivono un momento di fragilità in una fase di accelerazione degli sviluppi sociali e politici.

I processi riformatori, a seguito delle nuove normative in materia di Terzo Settore, servizio civile, lavori di pubblica utilità e servizio sociale alternativo alla pena detentiva, impresa sociale, patrocinio, consulenza fiscale, sistema formativo, solo per citare i principali, ci impongono di  reinterpretare sia la nostra missione sia le opportunità che abbiamo a disposizione per realizzarla.
Occorre attrezzare le Acli ad affrontare il futuro, nella consapevolezza che la vita cristiana e la dimensione popolare costituiscono il principio ispiratore e il collante di questa esperienza associativa.
Le tre fedeltà alla Chiesa, alla Democrazia, ai lavoratori, che sono alla base dell’esperienza delle Acli, sono state arricchite da Papa Francesco nell’udienza del 23 maggio 2015 di una quarta fedeltà: la fedeltà ai poveri.

L’aumento delle disuguaglianze e dell’ingiustizia sociale, che oggi, grazie ai mezzi tecnologici a disposizione, i cittadini riescono a meglio percepire e valutare, interpella non solo la nostra associazione, ma la vita della società, della democrazia, della chiesa. E per invertire la tendenza e modificare gli assetti, occorre costruire reti ed alleanze con i territori, con il terzo settore, con le famiglie, con gli imprenditori e i singoli cittadini, facendosi reciprocamente carico dei bisogni e promuovendo iniziative di solidarietà e fraternità.
Spesso la distanza che ci separa da chi soffre è anzitutto una distanza morale che ci allontana sempre più. E’ duro abbracciare il dolore e le pene altrui. E’ più comodo tirare avanti per la propria strada. Ma il Vangelo ci propone  il buon Samaritano: si fermò, lo curò e gli pagò l’albergo…
I poveri, i malati, gli anziani, ma anche i tossicodipendenti, i carcerati, gli immigrati, i disoccupati, gli abbandonati… non sono “lo scarto” della società… sono i nostri fratelli a cui dobbiamo rivolgere attenzione ed aiuto.
Papa Francesco al Convegno Ecclesiale di Firenze ha ricordato alla Chiesa Italiana che “il nostro dovere è lavorare per rendere questo mondo un posto migliore e lottare”.
Cosa fare allora? ci si chiede.
La risposta è cercare la felicità di chi ci sta accanto, in modo disinteressato, come ha fatto Cristo, perché solo questo ci fa persona!
 
Nelle Acli abbiamo, attraverso i Servizi Caf e Patronato, degli Osservatòri privilegiati che giornalmente ci mettono a contatto con le più disparate necessità e difficoltà della Gente.
Accogliamo, ascoltiamo, facciamo nostri i loro problemi, informiamo delle normative che potrebbero aiutare e migliorare le loro condizioni, diamo i suggerimenti necessari, spieghiamo le disposizioni a volte incomprensibili per la maggioranza delle persone semplici, indirizziamo verso i luoghi istituzionali preposti, compiliamo le modulistiche complesse e, ringraziando Dio, riusciamo spesso ad aiutare a risolvere situazioni e problematiche difficili.
Questo lavoro le Istituzioni non lo fanno, non possono farlo.
Il lavoratore dipendente sia pubblico che privato il più delle volte deve correre, produrre….., il PC, gli standard di produzione lo controllano…., ha tempi contingentati, perché quello che conta è il risultato economico e poco importa se il Cittadino non ha capito, non sa cosa fare, è smarrito!
Senza il terzo settore, senza il volontariato, che dovrebbero essere sostenuti, il cittadino avrebbe difficoltà ad avere un confronto personale per la soluzione dei problemi. E invece la politica , specie verso i caf e i patronati ha  fatto scelte che, con i pesanti tagli effettuati, stanno creando problemi di sopravvivenza.

Negli orientamenti congressuali preparati dal Consiglio nazionale sono state indicate tre piste da seguire e alle quali porre attenzione:
1.   La prima attenzione va ai poveri e ai fragili, i cosiddetti penultimi. In una realtà  colpita dai diversi tipi di vulnerabilità: economica, sociale, culturale, psicologica ed anche spirituale, le Acli possono fornire risposte con la valorizzazione delle reti della società civile e la coprogettazione, assumendo iniziative di sollecitazione e coinvolgimento degli altri soggetti sociali.
2.   La seconda attenzione è data dall’urgenza di rispondere alle persone che bussano alle nostre porte. I senza lavoro, i senza casa, i senza reddito, i detenuti che ci scrivono direttamente ed ai quali in questo momento particolare di riorganizzazione del patronato abbiamo difficoltà  a dare risposta compiuta e sollecita. A queste realtà si sommano gli stranieri e i profughi provenienti dai Paesi in guerra o in condizioni di povertà assoluta. Stiamo vivendo un momento di paura che è comprensibile ma che non deve paralizzarci. Non permettiamo che il rifiuto dello straniero s’insinui nelle nostre mentalità, perché il rifiuto dell’altro è l’inizio della barbarie. Qui occorre mettere in campo gesti concreti di accoglienza. Questo impegno si aggiunge alla promozione di politiche di integrazione per i cittadini immigrati che sono una risorsa per il nostro Paese. Dobbiamo continuare a promuovere iniziative che aiutino il dialogo interculturale e interreligioso, unico deterrente alla guerra. La pace si costruisce riconoscendo l’altro, nella sua dignità e nella sua diversità.
3.   Infine l’ultima attenzione progettuale è diretta ai giovani che rischiano di diventare i nuovi esclusi della nostra società. Occorre proporre ai giovani progetti di vita credibili. Occorre avviare percorsi di inserimento lavorativo, di orientamento professionale, di sostegno all’attività imprenditoriale ma anche iniziative di volontariato per scaldare i loro cuori. In questo contesto va anche rafforzata l’esperienza del Servizio Civile come scuola di cittadinanza per la costruzione del bene comune. E vanno attivate e inventate le occasioni che favoriscano lo scambio intergenerazionale.
 
Cari Amici,
leggendo gli orientamenti congressuali sono rimasto molto edificato perché nel nostro piccolo, abbiamo già queste tensioni, viviamo già queste esperienze. Siamo in perfetta linea.

Il Congresso, lo sappiamo, è il momento dei bilanci: Bilancio Consuntivo per chi ha guidato l’Associazione e di Previsione per chi si accinge a guidarla.

Espongo quello Consuntivo:

RAPPORTO CON LE ISTITUZIONI ED ALTRE ASSOCIAZIONI

Nelle nostre iniziative ed azioni, ci siamo sempre rapportati alle Istituzioni ed abbiamo cercato di coinvolgere altre associazioni ed organismi, creando reti. 

Con tutti abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione e di interscambio di notizie. Con molti Comuni abbiamo stipulato protocolli di intesa  per fornire ai cittadini servizi che il Comune da solo non riesce  ad assicurare.
Dal Comune di Viterbo abbiamo avuto sempre il patrocinio alle nostre iniziative  e la disponibilità nell’uso degli spazi e delle strutture.
In particolare ricordo l’organizzazione della manifestazione SCACCO MATTO ALLA MAFIA per educare i giovani alla legalità, realizzata in collaborazione con la scuola Fantappiè, il Liceo, l’Istituto Tecnico la scuola scacchistica, Gens, Prefettura.
Abbiamo partecipato alle iniziative promosse dal Comune sul decoro cittadino e la salvaguardia del verde pubblico. Con Nonni e Nipoti ci facciamo carico di curare il boschetto piantato al Carmine.
Inoltre con i servizi del Comune di Viterbo c’è un continuo scambio di opinioni , suggerimenti, ma anche critiche. Stiamo in questa struttura regionale – Giovanni XXIII - commissariata - che dovrebbe essere amministrata da un consiglio di Amministrazione nel quale è prevista la presenza di due rappresentanti del Comune di Viterbo. Quante volte le Acli, da anni hanno sollecitato la nomina di questo Consiglio… che ancora non avviene!!!!!
Così come, approfittando della presenza degli amministratori comunali, ricordo che stiamo sollecitando il rifinanziamento degli abbonamenti scontati ai mezzi pubblici,  per gli anziani poveri, sospeso da un anno.

In passato, abbiamo partecipato insieme ad altri, ai lavori della  commissione consigliare dei servizi sociali,  per trattare la problematica dei cosiddetti poveri assoluti, quelli cioè che non hanno lavoro, non percepiscono alcuna provvidenza, non godono di pensione. Noi sosteniamo che con la buona volontà e un po’ di fantasia, utilizzando lo strumento delle cooperative sociali o dei progetti lavorativi finalizzati, si potrebbe risolvere almeno in parte il problema di diversi nuclei famigliari che vivono questo dramma.
Tanto per avere un’idea sui numeri, teniamo presente che alla mensa Caritas ricevono il pasto circa 80/100 persone al giorno ed alla Tenda sono  garantiti  12 pernottamenti quotidiani. Quasi la metà degli ospiti sono italiani e molti sono  viterbesi.

Con la Provincia, abbiamo  realizzato programmi di sostegno scolastico ai bambini stranieri e progetti di inserimento ed integrazione a favore degli immigrati.
Ma ciò che più ci caratterizza è l’organizzazione del corso di cucina multietnica che realizziamo nella struttura della Scuola Alberghiera con i ragazzi ed i genitori della scuola Fantappiè. Attraverso la preparazione di piatti tipici di altre nazioni, con l’impegno determinante del coordinamento Donne Acli, si vive un’esperienza diretta di intercultura e di conoscenza reciproca, di amicizia che si rafforza poi nella preparazione della grande cena multietnica che organizziamo ormai da diversi anni a metà Giugno presso la struttura della Parrocchia della Sacra Famiglia.
Questo desiderio di favorire l’intercultura e la conoscenza anche delle altre Religioni, ci ha portato ad essere tra i protagonisti dell’incontro tra la Comunità Ortodossa e quella Cattolica.

E a proposito di IMMIGRAZIONE, abbiamo una proficua collaborazione anche con la Questura e la Prefettura  e siamo felici dei riconoscimenti di serietà e professionalità che da loro ci vengono e per i quali ringraziamo, confermando il nostro impegno e collaborazione.
L’immigrazione per le Acli non è un problema, ma una risorsa.
I lavoratori immigrati costituiscono un decimo della forza lavoro e sostengono il nostro sistema pensionistico grazie agli oltre 7 miliardi di loro contributi. In  alcuni settori lavorativi, non coperti dagli italiani, garantiscono la produzione di beni e servizi alla persona.


Con la ASL abbiamo un continuo contatto con i servizi per la tutela dei disabili. Siamo inseriti in diverse commissioni di lavoro, ed abbiamo collaborato in progetti che il distretto sanitario o noi direttamente abbiamo avviato.

Un ottimo rapporto di collaborazione lo abbiamo tenuto con gli istituti di previdenza ed assistenza anche se con l’INPS a volte siamo stati costretti ad assumere iniziative pubbliche di sollecitazione per assicurare agli utenti le prestazioni nei tempi prescritti. Segnaliamo che l’utenza ha difficoltà a rapportarsi con l’INPS, attraverso  l’on -line.

Con i nostri Soci, siamo presenti negli Organismi Ecclesiastici ai diversi livelli parrocchiali e di Diocesi e collaboriamo attivamente sia con le Parrocchie che con tutte le Associazioni rappresentate, con le quali abbiamo condiviso iniziative: in particolare l’Azione Cattolica ed il Movimento dei Focolari, i cui responsabili diocesani sono qui presenti insieme al Presidente del Consiglio del laicato prof. Moscatelli, che ringrazio. Ricordo, oltre la cena multietnica nella parrocchia della Sacra Famiglia, La festa di Natale, ed il concerto insieme al Centro Sociale del Pilastro nella parrocchia del Sacro Cuore; l’avvio del Punto Famiglia nella parrocchia SS. Valentino ed Ilario ed il pranzo di solidarietà.

Con la Caritas il rapporto è speciale e continuo, direi giornaliero. Molti sono stati e sono i casi che trattiamo insieme, nel rispetto delle singole attribuzioni e peculiarietà  ma nello slancio e con l’entusiasmo di dare una compiuta risposta ai bisogni dei cittadini. Proprio su delega della Caritas Diocesana di Viterbo, abbiamo assunto la responsabilità  e siamo quindi  attivi nella gestione del prestito della speranza della CEI anche se si è rivelato per Viterbo uno strumento poco utilizzato. Con La Caritas Emmaus condividiamo il progetto Nonni e Nipoti  sulla intergenerazionalità che da oltre 10 anni ci vede all’avanguardia con la bella esperienza che portiamo avanti  con le Università, gli Enti locali, ed altre realtà associative. Approfitto per proporre che il gruppo abbia una rappresentanza all’interno del nuovo Consiglio provinciale Acli.


Con alcune SCUOLE di Viterbo abbiamo realizzato progetti di inserimento di bambini stranieri; corsi di avvio all’uso del computer per anziani; programmi di educazione al consumo dei beni, oltre il corso di cucina multietnica e Scacco matto alla mafia. In questi giorni abbiamo dato inizio al progetto il DADO SOLIDALE, finanziato dalla Regione attraverso il Comune sempre con la scuola Fantappiè. Si tratta di una struttura che è già in costruzione , e che verrà posta all’interno del giardino di porta della Verità. Sarà un dado girevole sulle cui facciate ci saranno delle frasi che stimoleranno i giovani, i ragazzi ed anche gli adulti a compiere gesti di solidarietà, fraternita, pace. Le frasi verranno scelte con un concorso tra le classi che hanno già iniziato a lavorarci. Molto utili saranno allo scopo gli apporti dell’Associazione Giovani aclisti che grazie alla sua delegata si è distinta già in diverse iniziative e delle tre giovani del Servizio Civile che stanno facendo esperienza all’interno del nostro sistema e che ringrazio per aver scelto le Acli.

Con il mondo cosiddetto laico, ma anche noi siamo laici, abbiamo intessuto una collaborazione intensa che ci ha visto presenti nella raccolta delle firme per i  vari referendum e nel tavolo per la pace istituito dal Comune di Viterbo.
Utile e necessario sarà costituire anche a Viterbo L’ALLEANZA contro la povertà in Italia.

OBBIETTIVO LAVORO
Consapevoli che occorre rilanciare la centralità del lavoro dando anche più qualità alla scuola e alla formazione professionale, nel nostro piccolo abbiamo stipulato una convenzione con l’Istituto tecnico Paolo Savi in seguito alla quale accogliamo negli uffici del CAF giovani studenti che hanno la possibilità di sperimentare praticamente ciò che a scuola è materia di studio.
Abbiamo aderito al progetto Garanzia Giovani della Regione, che ha permesso ad una ragazza di lavorare sei mesi da noi e qualificarsi per continuare l’esperienza  lavorativa in ambito Europeo.
Utile è stato ottenere l’autorizzazione a svolgere servizi di intermediazione nel mercato del lavoro (legge 183 del 4.11.2010)  che ci ha messo nella condizione di poter operare concretamente specie nel settore del lavoro domestico e Il nostro ufficio del lavoro sta avendo una interessante evoluzione con molti lavoratori, che lo hanno scoperto ed usato proficuamente.


LA NOSTRA PRESENZA SUL TERRITORIO
Attualmente abbiamo attivi dieci circoli Acli ed altri dell’Unione Sportiva, del Centro Turistico, dell’Ambiente Anni Verdi, e l’ultimo arrivato nel settore arte e spettacolo la Banda di bambini “Musichiamo” della Parrocchia Ellera Paradiso con la quale abbiamo istaurato uno speciale rapporto di collaborazione e che invito a sostenere. Con Musichiamo, abbiamo offerto ai detenuti di Mammagialla un concerto in occasione della raccolta di libri che abbiamo fatto per la biblioteca del carcere. E’ stata una esperienza di grande valore umano sia per i detenuti che per i ragazzi

Complessivamente abbiamo circa  4000  iscritti al sistema Acli. Oltre ai circoli abbiamo altri 20 punti di raccolta patronato e caf. In quest’ultimo periodo hanno accresciuto la nostra famiglia Nepi, Soriano/Vignanello, Vitorchiano, Canino, Bolsena, San Martino. Ognuno, con le proprie caratteristiche, sta portando avanti un disegno di socializzazione e di servizio.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti i presidenti uscenti e formulare auguri di buon lavoro ai neo eletti: Gianfranco Moracci per Viterbo Murri, Maria Cristina Bracci per Soriano/Vignanello e Alfredo Bevilacqua di Oriolo che va a sostituire la nostra carissima Maria Teresa Morè che avendo raggiunto il traguardo degli ottanta, ha voluto alleggerirsi di qualche peso ed alla quale invio un forte abbraccio. L’impegno, cari amici,  è che il prossimo futuro, ci si possa dedicare di più a far nascere sul territorio altri punti famiglia, luoghi privilegiati di ascolto e di partecipazione, in cui sviluppare attività di accompagnamento e di aggregazione non solo per, ma soprattutto con la famiglia.

La FAMIGLIA è la prima cellula della società dove impattano  le problematiche dell’uomo che attraversano tutti i settori del vivere quotidiano: il lavoro, la salute fisica e mentale, l’educazione, il welfare, il fisco, l’ambiente, lo svago… e dove sono inseriti immigrati, uomini , donne, bambini ed anziani. La famiglia può essere definita laboratorio quotidiano per la ricerca ed il conseguimento del bene comune. Nella nostra realtà associativa Cerchiamo di dare supporto alle famiglie  anche offrendo l’opportunità a giovani che hanno commesso errori, di riparare attraverso il Servizio di Pubblica utilità in alternativa alle pene  detentive e pecuniarie. Per questo abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con il tribunale . Abbiamo avuto come ospiti e collaboratori una trentina di  giovani  e con tutti si è creato un ottimo rapporto di collaborazione e condivisione. Quanti genitori sono venuti a chiedere prima e ringraziare poi!

LA GRANDE FAMIGLIA ACLI
Delle diverse articolazioni interne metto in risalto l’impegno che c’è stato  da parte di tutti ed il miglioramento ottenuto, sia come presenza che come servizi resi. Grossi passi avanti hanno fatto la Lega dei Consumatori , la FAP, ed anche il CTA e l’Unione Sportiva. Da tutte, dalla loro sinergia e collaborazione reciproca, ci aspettiamo una maggiore presenza ed incisività sul territorio.
Chiudiamo con i nostri due servizi  pilastri: Patronato e CAF.

Anche quest’anno i risultati ottenuti sono stati migliori di quelli del precedente anno.

Abbiamo incrementato l’utenza,
Abbiamo migliorato in tecnologia, reso più accoglienti i luoghi di lavoro,
Aumentato il numero dei dipendenti dei quali desidero sottolineare l’umanità, la disponibilità, la professionalità.
Ad essi è stato applicato il nuovo contratto di lavoro del Commercio con miglioramenti normativi ed economici.   
Il 31.12.2015 ci ha lasciato per la  pensione, il direttore del patronato Augusto Lorenzini che ringrazio per la gran mole di lavoro svolto. Al nuovo direttore, Roberto Risimini, proveniente da Matera e purtroppo in malattia, diamo un cordiale benvenuto.
.
I tagli avvenuti sia in passato che con quest’ultima legge di stabilità sono stati pesanti e hanno lasciato il segno! E’ diminuito ancora il valore del punteggio per le pratiche di patronato ed è diminuito il compenso unitario dello Stato per le pratiche dei CAF.
Appare chiaro che la tendenza è quella di ridimensionare in Italia la presenza dei Patronati e dei CAF. Eppure i cittadini, come abbiamo visto, hanno bisogno di questi servizi.

A quante persone offriamo giornalmente la nostra consulenza senza nulla pretendere e senza che lo Stato riconosca un compenso! Questo equivoco  dovrà essere superato perché l’Associazione sostiene costi notevoli quali affitto, utenze, cancelleria, mezzi tecnologici… oltre al costo del personale che deve essere altamente qualificato e aggiornato.
A livello nazionale i risultati del lavoro svolto sono molto soddisfacenti e sia il Patronato che il CAf occupano i secondi e terzi posti nelle diverse graduatorie, segno di una sensibilità e professionalità che l’utenza riconosce ed apprezza.

Nel nostro territorio provinciale ci sono gli spazi  per una ulteriore crescita. Guardiamoci intorno e sollecitiamo i nostri amici, le parrocchie, le altre associazioni cattoliche ad utilizzare i servizi Acli.
Teniamo presente che almeno la metà del popolo italiano piuttosto che riferirsi direttamente all’Ente pubblico, preferirà rivolgersi a chi lo ascolta, lo indirizzi, gli risolva il problema. Questa potrà essere la potenziale utenza dei nostri servizi
E per essa  dobbiamo promuovere un VOLONTARIATO SOCIALE  di cittadini capaci, che scelgano di dedicare qualche ora la settimana ad aiutare il prossimo sul piano amministrativo.

Cari Amici,
Ci aspetta un futuro interessante ed impegnativo. Non dobbiamo essere autoreferenti ma integrarci con gli altri, assumere iniziative, essere sulle problematiche del territorio.
Molto è stato fatto, ma come dice il Vangelo: chi mette mano all’aratro e si volge indietro… non è adatto per il Regno di Dio.
Per lo Statuto Acli che limita a due i mandati da Presidente provinciale, io non potrò più essere al timone dell’aratro, ma potrò sedere accanto, se il nuovo conducente lo vorrà e continuare a dare un contributo attivo per il raggiungimento degli obbiettivi proposti.
Io ringrazio Tutti per la collaborazione, il lavoro svolto insieme, la sopportazione e chiedo scusa se può esserci stata qualche incomprensione
Ringrazio  le Istituzioni e le realtà sociali con le quali abbiamo proficuamente collaborato e la stampa che ha dato voce alle nostre iniziative. Ringrazio il Consiglio Provinciale uscente e l’ufficio di presidenza, il personale tutto. Si è molto lavorato perché siamo stati una squadra affiatata e che ha vissuto concretamente la fraternità e l’amore reciproco.
Mai uno screzio; mai un voto contrario!
E’ stata un’esperienza, che dopo quella lavorativa, sindacale, politica e amministrativa mi ha umanamente e socialmente arricchito. Ho davanti a me l’immagine dei tanti… Patrizia, Giovanni, Angelo, Elisa, Antonella, Alessandro, Letizia, Ada,…. e  altri, divenuti anche Amici, che, venuti “disperati” alle Acli… con l’aiuto di Dio e di tutti voi , ne sono usciti nel tempo avendo ritrovato un motivo di speranza e a volte anche i minimi mezzi economici (pensioni o quant’altro) che rendono un pochino più agevole il loro cammino pur tra  innumerevoli  difficoltà.
 A tutti loro rivolgo il mio pensiero in questo momento, auspicando che anche in futuro chi bussa alle nostre porte, malandato, triste, povero, solo… possa incontrare un volto sorridente che gli dica:  sei il benvenuto, come posso esserti utile?!

Grazie e buon lavoro a tutti.

                                                       Renzo Salvatori

lunedì 7 marzo 2016

SPECIALITA' DEL FORNO DI BAGNAIA - VITERBO


VI PRESENTO I MIEI AMCI
ALESSANDRA E ROBERTO
ED IL LORO.......PRODOTTO


Carissimi, colgo questa occasione per formulare a tutti Voi gli 

AUGURI di BUONA PASQUA,

 cingendovi tutti unitamente ai miei grandissimi amici fraterni


ALESSANDRA E ROBERTO


Gli amici che Vi presento sono i capostipiti e fondatori di un'azienda ormai famosa al di fuori del confini della provincia, con riconoscimento in tutta Italia, garantiti dal marchio della loro professionalità e passione, vanto, altresì,  del territorio della Tuscia: 

                    LE SPECIALITA' DEL FORNO


Lungi da me ogni forma di semplice piaggeria, vi garantisco che i loro prodotti si promuovono da soli: è sufficiente assaggiarli per lodarne la BONTA'.
La mia amicizia con Roberto inizia nel corso della giovinezza. Avevamo circa 18 anni e, nel tempo, abbiamo coltivato ed approfondito questo rapporto, che ancora oggi, perdura nel tempo, in armonia con le nostre famiglie.
Altrettanto affetto lo dichiaro per Alessandra, colonna portante ed anello indispensabile dell' Azienda, alla quale ha saputo infondere, con la sua passione ed altrettanta professionalità, un tocco di gentilezza e grazia.
Ho dato corso a questa presentazione soltanto per dirvi di assaggiare i prodotti di cui sopra, e, per avere contezza di quanto esposto, cliccate il link in calce, per un primo approccio conoscitivo, poi fate VOI. Personalmente sono molto goloso di due delle numerose specialità:
  • I BRUTTI E BUONI
  • CROSTATA AI MIRTILLI

Vi voglio bene

https://www.facebook.com/www.specialitadelforno.info/videos/661657837305665/

martedì 22 dicembre 2015

GRAZIE A TUTTI DI CUORE - BUONE FESTE


AUGURI DI BUONE FESTE 
A TUTTI I MIEI AMICI


Carissimi tutti,

che io mi reputi una persona, seria, leale, rispettosa degli altri, quella che di solito si dice "una brava persona", ho avuto modo di convincermene nel tempo a seguito delle vostre considerazioni nel contesto delle realtà della  vita quotidiana. 

Non avevo, però, contezza del numero grandissimo di amici da cui sono circondato. Oggi,  nella ricorrenza del mio compleanno - sono 76 primavere -  avrei voluto comprendervi...... tutti in un abbraccio fraterno per ringraziarvi degli auguri: le mie braccia, fisicamente, non possono contenervi, ma vi voglio immaginare intorno a me e dire a tutti, a gran voce:
GRAZIE, VI VOGLIO BENE
In questo contesto mi piace dirvi di trovarmi nello spirito adatto, in pace con me stesso per il ristabilito equilibrio di contingenze non propriamente serene, per ringraziarvi ancora e formulare  di cuore, alle vostre famiglie  ed a voi che mi onorate della vostra amicizia i migliori auguri per un Natale sereno ed un felice  Anno nuovo.













sabato 15 agosto 2015

domenica 2 agosto 2015

GRANDE EVENTO A CIVITAVECCHIA





1° CONGRESSO INTERNAZIONALE 
 GARIBALDINO

COMUNICATO STAMPA
Presentazione evento



Civitavecchia, 25, 26, 27 settembre 2015



La Fondazione Giuseppe Garibaldi, l’Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi, le Mille Donne per l’Italia hanno indetto il Primo Congresso Internazionale Garibaldino che si terrà a Civitavecchia da venerdì 25 a domenica 27 settembre ed avrà come tema “La Storia e la Speranza”.
Con un filo conduttore “garibaldino” il periodo dell’Unità d’Italia verrà intrecciato a quello della Grande Guerra (che quest’anno compie il suo centenario) fino ad arrivare ai giorni nostri mostrando tutta l’attualità dei valori di cui si fece portatore Giuseppe Garibaldi. La scelta del tema ricade pertanto sul collegamento tra passato e futuro e sulla necessità di riporre una Speranza nei giovani, che potranno trarre insegnamento dalla Storia.

Obiettivo del congresso è quello di instaurare rapporti di scambio delle conoscenze e delle attività allacciando contatti tra tutte le associazioni, gli studiosi e i cittadini di ogni parte del mondo interessati a conoscere ed approfondire i temi storici e i valori di cui si fece portatore l’Eroe dei due Mondi. A questo scopo sono stati invitati a partecipare all’evento – il primo di questo genere – le autorità civili, religiose e militari; le associazioni combattentistiche e d’arma; le associazioni sportive, umanitarie e di volontariato; i decorati, benemeriti e simpatizzanti di Giuseppe Garibaldi.

L’evento si svolgerà presso il Forte Michelangelo (Monumento storico nonché sede della Capitaneria di Porto di Civitavecchia) e in parte presso l’Hotel San Giorgio in V.le Garibaldi, 34 – Civitavecchia. Tra le attività che si svolgeranno durante il Congresso sono comprese quelle relative all’illustrazione della Mostra sulla Prima Guerra Mondiale - che gli ospiti potranno visitare presso il Forte Michelangelo - ideata dall’INGORTP e di proprietà delle Guardie d’onore del Pantheon, e della “Proposta per un rilancio della Storia del Risorgimento nella scuola italiana” con la partecipazione di docenti e studenti.

All’evento parteciperanno, tra gli altri, le Guardie d’Onore INGORTP (Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon) e rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti, del CNIFP Comitato Internazionale Italiano Fair Play, della FIR (Federazione Italiana Rugby) a dimostrazione di quanto una simile manifestazione susciti interesse in ogni settore della nostra società.

Hanno già aderito al Comitato d’Onore numerose personalità, come:
-       Prof. Alfredo Gavazzi, Pres. F.I.R.;
-       Amb. Alessandro Cortese De Bosis,  Pres. Ass. Combattenti e Reduci;
-       Dott. Paolo Pirovano, Segretario nazionale Ordine dei Giornalisti;
-       Dott. Pierluigi Roesler Franz, Cons. Naz. Ordine dei Giornalisti;
-       Ing. Salvatore Salerno, Melvin Jones Fellow, Pres. comm. Onore al tricolore, Lyons Club;
-       Prof. Tito Lucrezio Rizzo, Cons. Capo Servizio Presidenza della Repubblica;
-       Com. Ugo D’Atri, Pres. Guardie INGORTP;
-       Ammiraglio Giuseppe Tarsia, Comandante Capitaneria Porto Civitavecchia;
-       Luigi Aquilini, Vancouver;
-       Com.te Riccardo Tommencioni, Legione Garibaldina;
-       Dott. Claudio Garibaldi, Comando provinciale VVF di Roma;
-       Gen. C.A. Mario Buscemi, Presidente ASSOARMA;
-       Magg. Alipio Mugnaioni – Presidente Associazione Nazionale Arma di Cavalleria.

Si è in attesa delle eventuali adesioni da parte della Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e di altre personalità.

In considerazione delle necessità organizzative, si invitano studiosi, associazioni, istituzioni, scuole e cittadini interessati ad assistere all’evento a contattare la segreteria organizzativa.
Si possono richiedere informazioni inviando un’e-mail a: 

COngresso.int.garibaldino@gmail.com



Daniela Molina
Responsabile Ufficio Stampa
Congresso Internazionale Garibaldino
Contatti per la stampa: 347.6814525 – danielamolina@alice.it

giovedì 28 maggio 2015

CIVITA DI BAGNOREGIO UNO DEI BORGHI PIU' BELLI DA SALVARE



AGLI AMICI TUTTI
VITERBESI, AMICI DI TUTTA ITALIA
AMICI NON ITALIANI CON I QUALI HO
CONDIVISO VACANZE IN ITALIA ED
ALL'ESTERO, COLLEGHI DEL GRUPPO
ZURICH.


Mi rivolgo a Voi tutti, perchè prendiate visione e vi proponiate quali sostenitori del progetto per intervenire a tutela di Civita di Bagnoregio. Sosteniamo con la sottoscrizione e firma di tutti la petizione, affinchè vengano sollecitati gli organi preposti a porre in atto azioni concrete, anche attraverso il coinvolgimento dell'UNESCO.                                            
Non mi piace che Civita, sia stata definita " La Città che muore ". Con molta probabilità chi ha parlato di "città che muore" ha voluto usare una definizione provocatoria, almeno mi auguro, perchè ci si adoperasse, coralmente, per farle rivivere fasti antichi.
Storia, Arte, Tradizioni, Religiosità cultura sono dati caratterizzanti la quotidianità di un territorio pregno di un passato di grande splendore.
Oggi, purtroppo, a causa dei frequenti susseguirsi di franamenti del tufo su cui Civita si adagia, viene messa in pericolo la stabilità del Borgo penalizzando le poche case, ricche di memoria di un periodo medioevale effervescente.
Di certo, per moltissimo tempo il borgo è rimasto separato dalla sorella Bagnoregio, anche se unito da un sottilissimo viadotto molto lungo, in cemento. Le vicissitudini del ponte furono numerose e quando una successione di smottamenti hanno fatto sussultare la collina su cui è adagiato il Borgo e la Valle dei Calanchi il cavalcavia è crollato poco prima della sua inaugurazione.
Vennero realizzate importanti opere di contenimento  che ne hanno rallentato l'erosione.
Non mi soffermo a citare le numerose singole bellezze, come la Piazza San Donato, piuttosto che i vari passaggi od archi o il villaggio del tardo medioevo, rimasto immutato nel tempo o della cosiddetta Porta Santa Maria.
Mi piace, però citare la Grotta di San Bonaventura, un'antica tomba a camera etrusca posta a strapiombo sulla valle sottostante. Ad essa è legata la leggenda secondo cui Giovanni di Fidanza, poi divenuto San Bonaventura, fu sanato da una malattia gravissima, quasi mortale, da San Francesco di passaggio a Bagnoregio.
Da molti anni Civita è proiettata al recupero turistico con crescente vitalità alimentata da un flusso eterogeneo ed interessante, proponendo ai visitatori panorami di forte intensità e vive suggestioni, unitamente alla complicità di grandi visioni paesaggistiche.


Lungi da me qualsivoglia atteggiamento di presuntuosa saccenza, ho voluto percorrere alcune tappe di un itinerario di grande suggestione per far conoscere agli amici alcune delle bellezze della storia, della religiosità, della cultura di questo sito, perchè tutti, siano consapevoli  della necessità di far sentire la voce di ciascuno a tutela di un territorio che non merita essere dimenticato.
Viviamo un momento difficile e sta a noi trovare la giusta strada per superarlo, anche promuovendoci a salvaguardia dell'ambiente circostante il territorio di Civita di Bagnoregio, mediando per una filosofia che inneggi al rispetto della natura,  perchè con interventi mirati venga praticata una cultura ecologica della quotidianità a protezione di un territorio che deve ritenersi patrimonio di tutti.
Termino con un pensiero del Santo Padre il quale all'inzio del Suo Pontificato ebbe a dire: " Dobbiamo custodire l'ambiente avendo cura dei nostri sentimenti" .
       
            FIRMIAMO TUTTI LA PETIZIONE


GRAZIE






domenica 19 aprile 2015

IL FUMO DEL QUARTIERE A LUCI ROSSE

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI RAFFAELE D'ORAZI



Carissimi amici tutti

è di qualche tempo la presentazione del libro di cui sopra, avvenuta a Bagnoregio-Viterbo, patrocinata dal Sindaco Francesco Bigiotti, fortemente sostenuta dall'Associazione Benemerita del CONI
FAIR PLAY.

All'Evento hanno partecipato, peraltro intervenendo
l'Assessore alla Cultura Giuseppina Centoscudi, 
la Professoressa Silvia Somigli, che ha curato la prefazione al libro di Raffaele,
il Presidente del Circolo Anziani Tommaso Bernardini 
il Delegato Provinciale dell'Associazione Benemerita del CONI 
Michelangelo Mantovano.

Conduttore e moderatore dell'evento il noto e valente giornalista Giuseppe Rescifina


Avrei voluto parteciparvi questo evento culturale importante da tempo ma contingenze di logistica operativa hanno causato il ritardo del quale mi scuso. 
Il fumo del quartiere a luci rosse, titolo del romanzo, è assolutamente provocatorio e, come asserisce la Professoressa Somigli, consente all'autore di approfondire una serie di tematiche che attengono alla politica, alla morale (spesso fumosa) per affrontare situazioni di trasgressione a giustificazione della solitudine della nostra spiritualità, che si esalta nel trionfo del perdono.
Non entro nel merito del contesto del romanzo, le tematiche saranno approfondite dall'autore e, in attesa del suo intervento, vi propongo il pensiero di Tommaso Bernardini ed a seguire, la testimonianza del Delegato Provinciale Fair Play Michelangelo Mantovano, grande amico di Raffaele d'Orazi.

Intervento di Tommaso Bernardini alla presentazione del libro di Raffaele D’orazi, a Bagnoregio

                 IL FUMO DEL QUARTIERE A LUCI ROSSE

Ho accolto con piacere, ma anche con una certa trepidazione, l’invito rivoltomi dall’amico di intervenire alla presentazione del  suo libro. Con piacere perché conosco da lunga data Raffaele ed ho sempre apprezzato la sua serietà e responsabilità in quello che fa e poi perché mi legava  particolarmente l’amicizia sia sua che di suo fratello Renzo  che  stimavo molto . Inoltre  con loro ho condiviso, in tempi ormai lontani, la comune appartenenza all’Azione Cattolica, in quanto alla fine degli anni sessanta Bagnoregio era ancora diocesi e Vitorchiano  era una delle parrocchie  nella quale c’era un consistente gruppo di giovani  GIAC GIEF e con continui erano i rapporti con la presidenza diocesana di cui facevo parte. Renzo  e Raffaele erano gli animatori dei giovani. Ricordo in particolare un campo estivo a Sesto in val Pusteria dove Renzo  sui distingueva per vivacità creativa, tanto che una sera organizzò uno spettacolo teatrale riguardante tra l’altro un finto matrimonio e vedi caso scelse come sposi tra i giovani il sottoscritto e quella che sarebbe poi con il tempo  diventata mia moglie Sandra. Lui faceva il sacerdote Celebrante, la cerimonia poi   era allietata da un altro ragazzo di Vitorchiano Fiorello che sapeva suonare la Chitarra.  Fu un successo. Forse, allora, inconsciamente, tuo fratello, seppur la nostra storia è stata molto diversa, fu per noi  L’Ermanno del romanzo, come vedremo .
  Dicevo che ho avuto anche una certa trepidazione in quanto non è facile presentare un’ opera letteraria perché l’autore  in essa ha profuso emozioni, idee, esperienze, sensibilità  e  fantasie   per cui spetterebbe a lui comunicare  e presentare la sua opera e poiché di questo Raffaelle é consapevole la sua presenza mi conforta, anzi  ci conforta in quanto sarà poi, lui stesso a meglio indicare la chiave di lettura del testo. Tuttavia ha senso anche che a presentare un libro sia una persona diversa dall’autore in quanto il testo è scritto per essere letto non solo dall’autore ma soprattutto dagli altri. Manzoni diceva che si sarebbe contentato se il suo romanzo fosse stato letto da 25 persone. Mi auguro, ti auguro che i lettori del tuo testo , caro Raffaele, senza presunzione,  possano superare il numero indicato dal Manzoni e di questo ne sono certo. Perché merita veramente .
 Conoscevo la vena poetica di Raffaelle avendo avuto tra le mani un piccolo libro di sue poesie  in cui avevo apprezzato la sensibilità, la capacità di trasmettere sensazioni ed immagini e di far volare la fantasia nonché una non comune profondità di riflessione sulla quotidianità del vivere. Ho letto pertanto attentamente il  libro, dal titolo un po’  direi sfizioso “il fumo del quartiere a luci rosse”. Il lettore chissà che cosa può attendersi dal un libro del genere che in qualche modo può  stuzzicare una certa  curiosità. E questo è vero ha stuzzicato anche la mia curiosità. Tuttavia quando ho incominciato a sfogliare le pagine ho subito compreso che il testo aveva uno spessore ed un messaggio, anzi diversi messaggi, molto interessanti ed attuali sul modo di intendere oggi la vita sociale, politica ,affettiva, di relazioni e di coppia, in sostanza entrava nel cuore dell’anima dell’uomo moderno,  cioè  di ognuno di noi. Indubbiamente il testo nella persona di Ermanno, il protagonista,  evidenzia l’esperienza anche personale dell’autore da sempre impegnato nel sociale e nella politica  di cui con lucidità e chiarezza ne evidenza le distorsioni ed anche il disgusto di come essa è condotta da personaggi più o meno noti – vedi le dieci regole della mala politica pag 28  – Per cui traspare la disaffezione alla stessa da parte di molti che in essa un tempo avevano creduto.  Raffaelle   a proposito   cita Leo  longanesi   quando afferma coloro  che cercavano la rivoluzione hanno trovato l’agiatezza anzi in attesa della rivoluzione vivono di rendita. Poiché  I problemi sociali non si risolvono mai. invecchiano passano di moda e si dimenticano Tuttavia anche in questa visione non edificante della politica emerge attraverso citazioni bibliche e testi tratti dall’insegnamento della Chiesa un desiderio di purificazione, di onestà e di giustizia  e di impegno a cui ognuno di noi aspira e vuole ancora credere  che ci possa essere   che chi ci governa a tutti i livelli abbia veramente a cuore il bene comune specie dei più deboli .In questo  l’autore è confortato da Leone XIII  che nella Rerum Novarum  dice -Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi perché il ritardo potrebbe rendere più difficile la cura di un male già tanto grave.
Questo desiderio e speranza di onestà, di responsabilità, di rettitudine morale ed una visione di un mondo di rapporti basati sulla  fiducia, sul rispetto della persona capace di saper perdonare e scoprire autenticità di relazioni vere in cui la parola amicizia ed amore hanno un valore immenso che illuminano la vita di ognuno è costantemente presente nel romanzo. Anzi è l’anima del Romanzo. Si può dire che Ermanno il giornalista protagonista   sia l’incarnazione concreta di questi principi. Egli lavora  e vive a Roma ma l’origine l’ha  nella provincia Viterbese e conosce la bellezza dei tanti tesori propri di questa terra dalla storia ai paesaggi incantevoli dei laghi, del mare e della natura. Proprio forse da questa sua origine in questa terra semplice e sotto certi aspetti ancora ricca di valori e di tradizione è maturata la sua personalità. Una personalità nutrita profondamente da valori cristiani, e ne sono testimonianza viva nel romanzo i continui passi   evangelici che di tanto in tanto, cita anche attraverso i foglietti liturgici  della domenica che   ha sempre con se. Questi avvalorano  i suoi ragionamenti e le sue riflessioni morali e di vita  specie quando parla di amore, di solidarietà, di amicizia, di perdono  con quanti pensano di non aver più né la  voglia né il desiderio di cambiare vita in seguito a situazioni complesse derivate  da profonda sofferenza e disagio come avviene in Cristof ed Elena, la coppia profondamente in crisi che Ermanno s’e ripromesso di far riconciliare.  Ciò avviene in modo a dir poco surreale ed assurdo, proprio nel frequentare il quartiere a luci rosse di Amsterdam. Nel leggere il romanzo mi veniva in mente il viaggio che Dante Alighieri fa nei regni dell’oltretomba per purificare la sua anima e ritornare alla contemplazione di Dio. Dante scende nei terribili meandri dell’inferno dove si rende conto di quanto la degradazione del male può ridurre l’uomo quando perde il ben dell’intelletto. Interessante e resa visiva  è la descrizione che Raffaele fa dei diversi luoghi di divertimento di Amsterdam, sembra  proprio che ognuno di essi sia uno dei gironi danteschi dove,  attraverso una musica assordante, un innumerevole e caotico groviglio di persone in ambienti pieni di fumo in cui scorrono fiumi  di birra ed altri alcolici con un disinvolto consumo di sostanze stupefacenti e procaci cameriere, i frequentatori possono perdere con facilità qualunque freno inibitorio e somigliano  veramente alle figure  dantesche. Uscendo da un locale di divertimento  all’altro giungono  nella via delle donne in vetrina dove avvenenti ragazze offrono  il proprio corpo ad ogni tipo di avventuriero. Il che porta Ermanno ad una serie di riflessioni proprio sulla mercificazione assurda che viene fatta del corpo umano ma soprattutto sottolinea con lucidità l’inconsistenza umana ed intellettuale di uomini  frustrati che sono alla ricerca  inumana di strappare a pagamento un fallace momento di piacere staccato da ogni dimensione di sentimento.  Ma qui, tuttavia avviene, possiamo dire, la redenzione. Ermanno  che è li non per sesso ma per un servizio giornalistico sa essere cosi delicato e sa scendere così in profondità nei meandri del cuore e dei sentimenti delle persone che lascio a voi capire come va a finire .Belle e profonde sono pertanto  le considerazioni e le riflessioni psicologiche che Ermanno continuamente trasmette ai due personaggi portandoli pian piano a riconsiderare gli errori commessi ed a trasformare le colpe in altrettanti motivi di reciproco perdono così da ritrovare una autenticità di emozioni e sentimenti  tanto profondi mai prima provati. In effetti possiamo dire proprio, come dice il Vangelo, che  colui che sa veramente amare é quello al quale è stato tanto perdonato .
Il romanzo è reso accattivante oltre che dalla trama, da una  prosa lineare, semplice e chiara. Il lettore rimane affascinato dalla grande capacità di Raffaelle di saper  condurre per mano il lettore nelle vie e negli ambienti tipici di Amsterdam e di Roma ma  soprattutto  dalla sensibilità e profondità che evidenzia  nel descrivere emozioni, stati d’animo e sentimenti con una intensità  espressiva fuori dal  comune, tanto che la lettura del testo appassiona  in modo tale da leggerlo tutto di un fiato senza alcuna stanchezza. Interessante poi sono gli artifici, direi tecnici, che Raffaelle usa come  mettere alla fine di ogni capitolo dei versi in poesia molto significativi, profondi e delicati che esprimo concetti e sensazioni attinenti l’argomento trattato ed inoltre in ogni capitolo è messa una bellissima foto di ragazze, amiche di Raffaelle, che, oltre che mettere in risalto la  bellezza fisica, credo che vogliano emanare quel fascino tutto particolare  della donna che, come si suol dire, l’eterno femminino, esercita  da sempre sulla storia umana. Alla fine  il testo offe un ampia spiegazioni dei diversi termini e personaggi citati nei vari capitoli che meglio fanno comprendere il senso della narrazione.
Il Romanzo è di una attualità sorprendente non solo perché inquadra in modo chiaro e sintetico la situazione sociale e  politica del nostro paese,  evidenziando tra le righe responsabilità dirette di uomini politici  senza morale ad ogni livello e degli stessi sindacati, che difendono e pensano solo a se stessi, ma anche mette in evidenza la complessità dei  difficili rapporti umani, delle relazioni interpersonali sia a livello di amicizia che di coppia, in cui l’egoismo sembra prevalere sul dialogo e l’attenzione  e la comprensione reciproca.
Il protagonista, tuttavia, con il suo comportamento ed suoi ragionamenti derivanti da  una profonda cultura cristiana e da un ricco  bagaglio intellettuale testimoniato da numerose  citazione di pensatori e filosofi antichi e moderni, fa emergere una luce nuova e cioè che nonostante il male il bene trionfa.  E’ possibile cioè un  mondo migliore, è possibile far trionfare l’amicizia  ed il rispetto della persona fondamento essenziale per un rapporto autentico. L’amicizia  disinteressata, la stima  delle persone,  come emerge dal comportamento  di Ermanno, è capace di superare ogni ostacolo anche quello di far riconciliare ciò che sembrava  non riconciliabile 
 Il messaggio, pertanto del romanzo è altamente positivo in quanto  come dice l’autore citando Virgilio Omnia vincit amor- L’amore vince tutto. Veramente oggi nella nostra società, nei rapporti tra noi , nelle nostre famiglie, nei nostri paesi nella nostra Italia c’è bisogno di autentico amore fatto si solidarietà, di stima  e di perdono reciproco per costruire veramente un migliore assetto sia sociale che economico ma soprattutto morale  affinché ognuno il ruolo che ricopre nella società, grande o piccolo che sia, lo svolga come servizio disinteressato  in vista esclusivamente del bene comune.

Grazie  Raffaele



Testimonianza di Michelangelo Mantovano



Buona sera a tutti.

       Sono Michelangelo Mantovano e, come specificato nella locandina, Delegato Provinciale FAIR PLAY

             Associazione Benemerita del CONI.

         Viene spontaneo chiedersi quali siano le motivazioni che creano  il legame tra Fair Play, rappresentato dal sottoscritto e Raffaele d’Orazi, Poeta e Scrittore.

       Ho inteso testimoniare a Raffaele la mia amicizia e  lo ringrazio per avermi voluto onorare con questo invito, per dare un mio modesto contributo all' evento.
      Colgo l’occasione per dargli atto che le riflessioni sulle etiche in genere e di genere del Romanzo trovano piena corrispondenza con i principi che ispirano la filosofia del FAIR PLAY e ne condividono comportamenti di reciprocità dello sport come della vita. 
       Sento,infine, il dovere di  sottolineare la sensibilità di Raffaele per il mondo dello Sport.

FAIR PLAY DELLA VITA IN SIMBIOSI CON LO SPORT, NEL RISPETTO DELLE REGOLE   

  
          Nella dialettica del libro  infatti, Egli dedica un  pensiero particolare a Mauro Cratassa di Vitorchiano, Campione Mondiale di Ciclismo Paralimpico che corre in hand- bike, ( si pedala con le braccia ).

         E mi piace evidenziare,  come sarà detto più avanti ), che una parte  degli utili, derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti in beneficienza, per potenziare lo sport a cui Mauro Cratassa si dedica con grande impegno come testimoniano i risultati ottenuti.
        E, nel contesto delle dialettiche di cui al romanzo, come evidenziato dalla Dottoressa Silvia Somigli nella prefazione al libro, si elabora  la pedagogia della Solidarietà, uno dei temi essenziali professati dal decalogo del  Fair Play.
Una filosofia di vita nella pratica quotidiana di altrettanti stili di vita determinanti per l’esercizio della cultura della stima reciproca e del rispetto delle regole.
           Non entro nel merito del contesto del romanzo, ma mi piace dare contezza che il percorso del protagonista, Ermanno, si svolge pienamente nell’ottica della filosofia Fair Play, e si allinea ad un messaggio di pace, tanto da indicare nel "perdono" un volano per dare efficienza alla qualità della vita.

           A presidio della metamorfosi di questo viaggio, un MOAI garantisce il senso del PERDONO, giusto viatico ad un nuovo viaggio per una NUOVA SPERANZA, ed Ermanno,  nel rincorrerla dice, citando un’espressione di Jean Monnet, - uno dei padri fondatori dell’Europa:

NON POSSIAMO FERMARCI QUANDO ATTORNO A NOI IL MONDO INTERO E’ IN MOVIMENTO.


Grazie e Buona serata