martedì 9 agosto 2011

QUANDO IL BOTTINO DEI LADRI E' LO STESSO





                                         SCIPPATORI MODERNI



Enrico Formoso,
mio nipote, ha segnalato su Facebook la vignetta che segue.
La condivivo e la ripropongo ai miei amici.

L'AUTORE DELLA VIGNETTAMERITA UN PREMIO, soprattuto nostro


 
 
"Svelto, dammi i tuoi soldi!"
"Guardi che io sono un politico"
"Allora svelto, dammi i MIEI soldi...!"
   
 

domenica 31 luglio 2011

E IO PAGO.......................!!!!!!!!!!!!!!!!


ACCORDI DISATTESI





A causa del non rispetto da parte del Governo degli accordi ambientali, per capirci per quanto attiene al CLIMA, si attinge alle tasche degli Italiani.

Questa........anomalia, ormai usuale, è denunziata da Ciro Pesacane, Presidente del Forum Ambientalista, a seguito della notifica che l'Italia è intenzionata a disattendere il protocollo 20  20 20, attinente gli impegni per la riduzione nell'atmosfera delle emissioni di co2.

Segnalo il rammarico mio personale, ma anche in veste di Presidente di ACLI Ambiente Anni Verdi.

Il tutto nasce dallo soccombere, supinamente del Governo, in toto, succubo del potere Industriale, incapace, quest'ultino, a sostenere costi ulteriori in questo periodo di criticità economica.

Solo che l'Italia, in contraddizione netta con il Protocollo di Kyoto, qualora non venissero rispettati i parametri 20 20 20 sarà sansionata con multe pesantissime.

Ci pagherà allora? BERLUSCONI? MERCECAGLIA?

Certamente no.

PAGHERA' PANTALONE,

cioè noi poveri  C.....................ni

INTERPORTO CENTRO ITALIA



Risorsa strategica per la Provincia di Viterbo


Ho avuto il piacere di partecipare, in qualita di Presidente Acli Ambiente di Viterbo, unitamente ad altri illustri ospiti tra i quali Ennio La Malfa, Presidente di Accademia Kronos, Raimondo Chiricozzi, Presidente AICS, Rappresentanti del Comitato Promozioni Alto Lazio, esponenti del Comitato per la riapertura della Linea Ferroviaria CIVITAVECCHIA- CAPRANICA - ORTE e per lo sviluppo, signori Gabriele Pillon e Giacomo Traini ad un incontro, svoltosi negli Uffici di Orte dell'INTERPORTO, dove il Presidente Dott. Marcello Mariani ha ragguagliato i convenuti, con appassionata enfasi, sullo stato dell'arte dei lavori.
Al termine della mattinata  nel corso della quale sono state discusse, fra altre,  tematiche di notevole valenza tecnica, è stato redatto un documento - Comunicato Stampa- riportato integralmente di seguito.
Ciascuno dei convenuti, per quanto di sua competenza, attiverà, nelle sedi opportune, adeguate promozioni ed intereventi, affinchè sia dato corso ad accellerare, laddove possibile, l'iter dei lavori, perchè questi abbiano ad essere opportunamente portati a termine.


COMUNICATO STAMPA








Il Presidente dell'Interporto Centro Italia Marcello Mariani, unitamente al consigliere di amministrazione signor Carmelo Cardo  ed alla Dottoressa Paola  Tofoni  hanno ricevuto  una delegazione composta da Gabriele Bariletti, Raimondo Chiricozzi, Ennio La Malfa, Michelangelo Mantovano, Dario Mazzalupi, Gabriele Pillon,  Giacomo Traini, in rappresentanza del Comitato per la riapertura della ferrovia Civitavecchia Orte,  del Comitato promozione Alto Lazio di Civitavecchia, del comitato provinciale AICS, di ACLI Ambiente.

Il presidente Mariani ha illustrato la funzione dell'Interporto, ormai prossimo ad entrare in attività. Esso avrà un ruolo strategico nella movimentazione delle merci, posto come è al centro dell'Italia, con la funzione di nodo di scambio tra i treni e i camion, per tutte le destinazioni europee ed al di fuori del nostro continente.

Queste ottime condizioni,  essere al centro dell'Italia e sulla direttrice nord/ sud Milano - Firenze - Napoli e ovest/ est Orte - Terni - Ancona, sono in parte vanificate  dalla mancanza dell'essenziale collegamento ferroviario con il mare, con il porto di Civitavecchia.
Sebbene il collegamento Civitavecchia Orte sia indispensabile per lo sviluppo economico di tutto il Centro Italia, non si è ancora concretizzata la riapertura della linea ferroviaria.  


Mariani ha in proposito mostrato ai presenti la direttiva ufficiale della Unione Europea del 2008, firmata dal vice predidente Antonio Tajani, che definisce strategica la ferrovia Civitavecchia - Capranica - Orte, finanziandone il progetto di riapertura.
Il progetto per la riapertura della linea è stato realizzato ed è stato da poco consegnato alla Regione Lazio, per il quale l’ Assessore ai trasporti ha chiesto al CIPE il finanziamento.


A questo punto  si rende necessario che  venga definita la fase operativa.


L' Unione Europea infatti ha da tempo definito strategica a livello europeo, nel quadro delle autostrade del mare la Civitavecchia Orte. La società Italferr del gruppo FS, redigendo il progetto, ne ha sancito la fattibilità tecnica e di redditività economica.


Serve pertanto che la politica a tutti i livelli, provinciale, regionale e nazionale esca dalle ambiguità  del dire e non dire, dando seguito concreto a quanto finora fatto.

L'assessore regionale ai trasporti Lollobrigida, si sta da tempo spendendo per la riapertura della ferrovia Civitavecchia Orte, ma questa meritoria azione non deve rimanere isolata.


Occorre quindi un chiaro impegno da parte di tutti.
La riunione si è quindi conclusa con la proposta di ulteriori iniziative a favore della ferrovia Civitavecchia Orte  e dello sviluppo economico dell'Alto Lazio.
 Raimondo Chiricozzi, Ennio La Malfa, Michelangelo Mantovano, Gabriele Pillon, Giacomo Traini
28 luglio 2011

Coordinamento Comitati Ferrovia
         Tel Fax 0761 626783 Email: coordinamentocomitati.ferrovia@gmail.com
  Via Resistenza, 3 – 01037 Ronciglione VT

sabato 30 luglio 2011

PREGHIERA




 AI RAGAZZI DELL'AFGHANISTAN 



Cercavo nella mia libreria un tomo di molti anni fa. Tra essi ho rinvenuto, per caso, un libretto di poesie, molto raro, del poeta soldato Edoardo Virgillo: "I CANTI D'AFRICA", la cui prefazione, che riporto integralmente, egli sottoscrisse in Laureana di Borrello (RC) il 31 gennaio 1952. 





Ho letto con molto interesse  i Canti nel libretto ravvisando nel contenuto delle singole poesie un rivolgersi con religiosa pietà a chi ha subito la guerra, alle vittime tutte, ai morti. E non posso non  pensare a coloro che ancora oggi, in latitudini diverse, combattono, vivendo in silenzio dignitoso il dramma della guerra, unitamente alle famiglie.
Dedico queste mie poche righe, con commozione, a tutti i ragazzi caduti ad oggi in Afghanistan e nel mondo, con il medesimo senso di religiosità,  per elevare, in "Preghiera", la speranza di un domani migliore, in condivisione con lo spirito del poeta. 









DA QUALCHE PARTE HO LETTO

          

                                  TROVA IL TEMPO DI ESSERE
                                            AMICO
                              E' LA STARDA DELLA
                                         FELICITA'


Condivido

venerdì 29 luglio 2011

LA SBROSCIA - ZUPPA DI PESCE DEL LAGO DI BOLSENA

               
                              

                                  LA ZUPPA DI PESCE
                                             Di Franco Monanni


E adesso, voio davve una ricetta
de come fa la sbroscia r’pescatore
cor pesce fresco, ortaggi e un’alicetta
e un po’ de vino, pe daie sapore.

Piate un ber tegame che n’attacca
spezzatece dentro na cipolla
con poco olio, senza mette l’acqua
fate attenzione, che poe non s’incolla.

Mettetice r’basilico, l’erbetta,
co la mentuccia e r’peperoncino
poe ce mettete dentro un’alicetta
fate soffrigge qualche momentino.

Quanno r’soffritto vè color dell’oro
e r’tanfo se spanne pe la casa
buttate dentro a pezzi r’pomidoro
e fate coce er tutto, a fiamma bassa.

Poe ce mettete un dado vegetale
salate e cominciate a metter r’pesce
se comincia dall’anguilla, è naturale
e poe luccio, tinca e quer che avete.

Mettetice giù un goccio de vino
e fate bollì tutto, un quarticello
poe spezzate r’pane a pezzettini
dentro le piatte, fatte un po’ a scodella.

Me raccomando, r’pane sia de casa
ben levitato e cor forno a legna
buttatice sopra, st’acqua cotta
e vedrete che ne è valza la pena.

FRANCO MONANNI


BOLSENA

                
                          IL LAGO LA VITA
                      IL SUO POETA

 Quando ci si accinge a dialogare del Lago di Bolsena affiorano, immediatamente, alla mente ideali linee batimetriche che ci danno il senso della sua forma ellittica. Poi, i contorni geografici si delineano in modo più netto e, nelle sue acque limpide,  è possibile collocare i suoi due gioielli naturali: l’ Isola Bisentina, una volta conosciuta come "Isola delle Rose" e l’Isola Martana, con la sua forma caratteristica di cratere spezzato.
          Numerose specie di pesci costituiscono la ricchezza del lago e consentono ai pescatori locali,  di trarre sostentamento dall’esercizio della pesca  percorrendo le sue acque, fin dall’epoca etrusca, con le caratteristiche barche a punta azionate a remi e di forma triangolare.

          Nelle trattorie locali, nate dalla trasformazione delle vecchie baracche dei pescatori si possono gustare piatti a base di pesce di lago, mentre intorno ad esse non è raro trovare le reti rimesse e vecchi barconi costruiti a mano.

          Una di queste costruzioni, a Montefiascone lago, era il rifugio prediletto di Franco Monanni, pescatore, ma anche un poeta che, spesso, al verificarsi delle  sesse,  allorchè il lago renfia, cioè cala e cresce, forse trovava ispirazione per comporre le sue poesie.

           Franco non e’ piu’ fra noi, ma di lui, che ho conosciuto personalmente, resta il ricordo del personaggio: ameno, pulito, vecchio pescatore incantato dalla natura ed innamorato della sua professione a cui dedica una delle sue poesie, appunto intitolata – IL PESCATORE - .

          In essa è il canto di tutti i pescatori di cui Franco è interprete, mentre nelle altre  dedica la sua considerazione ai sentimenti familiari, alla nostalgia, alla religiosità, all’amore, alla sua Montefiascone, alla vita dei poveri, ai ricordi d’infanzia, ai morti che, come dice Franco sorridono dai ritratti, ai sogni, alla pace, ai duri sacrifici della vita.

          Dalle sue poesie, mai ardite nè costruite con pomposità, ma corrette, semplici e dirette, traspare una ineluttabilità immanente in cui in un’unica vicenda sono, spesso, legati uomini e cose nel concetto di fratellanza, umanità, ineluttabilità del verificarsi degli eventi, mutuati da grande sensibilità e bontà.

          Il dolore, nelle sue poesie, non è mai devastante, sembra acquistare, invece, una indiscutibile cittadinanza della vita in contrappunto al male che, seppure ineluttabile calamità a cui spesso gli uomini soggiacciono, è determinato solo dalla loro condotta.

          Ecco, ho voluto dedicare queste poche righe ad un uomo semplice ma di grande sensibilità in cui religiosità, superstizione e pragmaticità concretizzano il senso dinastico della famiglia. Ciao, Franco.